Pubblicato da: cmpress | dicembre 31, 2010

I miei auguri per il 2011

2010 le prove più difficili sono passate. Che dico. Le prove riguardano ancora altri argomenti, altri luoghi, identità sconosciute, forse oscure e nuove facce che mi osserveranno minacciose ogni volta che proverò a varcare certe soglie.

Comunque. So che è stato un anno grandioso, uno dei più belli, per me e ringrazio tutte quelle splendide persone che sono entrate nella mia vita in questo periodo. Quelle che sono ritornate. Quelle con cui ho approfondito l’amicizia.

Nonna. Io lo so che mi sei vicina perché ti sento, ti percepisco, in tante piccole cose quotidiane. E poi lo so che prima o poi saremo di nuovo vicine. Ma io non voglio stare senza di te tutto questo tempo. Io non vorrei mai stare lontana da chi mi fa stare bene, da chi mi da gioia ed energia.

E invece la vita.

E invece sono io. Io che sentivo l’obbligo di essere sempre sorridente. Io e le maschere che, solo a volte, solo per pochi, riponevo in un cassetto. Sono io che alla fine, anche per questo, tornavo sempre a domandarmi chi ero perché mi perdevo e poi non mi ritrovavo più da nessuna parte.

Io che quando non capivo il gioco smettevo di giocare.

Ma le regole del gioco ora le so. In realtà le ho sempre sapute. Però non è facile. Sarebbe facile. E quando il condizionale diventa d’obbligo c’è sempre da rivedere qualcosa. Ma anche questo l’avevo già imparato.

Poi ho imparato a non avere più la pretesa di cambiare nessuno. Ho imparato ad allontanarmi da alcuni o ad avvicinarmi a chi è più simile a me. Ho imparato a non fermarmi davanti a muri di silenzi. Ho imparato anche a non cercare il modo di buttarli giù per forza quei muri.

Ed ho provato a scavalcarli, invece, per non sentirmi più ripetere le stesse identiche cose, per non riproporre copioni che conosco ormai a memoria.

Mi piace ricevere consigli ma mi sono giurata che non sbaglierò mai più con la testa degli altri.

Tanto se voglio posso fare qualsiasi cosa. Per esempio far scendere la temperatura a zero gradi. Forse anche salire su un ascensore senza aver paura. Prima o poi.

Ho sempre invidiato la semplicità dei pensieri, la concentrazione sulle cose reali. Io che vivo di irreale, di immaginazione, di non detto e di detto tra le righe.

Io che perdo sempre di vista il concetto principale e noto le sfumature. Io che non riesco a sintetizzare, che faccio fatica a capire cosa conta e cosa invece è superfluo, cosa dire e cosa tenere per me.

Io che credo che l’invisibile sia più reale, più tangibile, del visibile.

Io che ho sempre creduto nell’amore eterno. Ma che ogni volta che mi guardo intorno, e dentro, non riesco a vedere nessuno che si ama “per sempre”. Non un per sempre comodo, fatto di bugie e di grigia quotidianità, un “per sempre” fatto di quell’intensità con cui, per sessant’anni, si sono amati i miei nonni.

La perfezione dei sentimenti. L’amore per sempre è l’amore perfetto. Un’equazione.

Mi ricordo così che lasciar perdere non è sempre la soluzione più facile, che a volte bisogna lottare per conquistare mete. ‘I percorsi facili’ non è mai stata roba per me. E non si è sulla strada giusta se si procede per inerzia. Perché quando si è sulla strada giusta sono spontanee volontà e passione.

Passione.

E mi trovo sempre più spiazzata davanti a chi non lascia scampo. A chi preferisce il silenzio ad una parola, anche sbagliata che sia. A chi preferisce nascondersi dietro un “va bene così”. All’inconsapevolezza.

Ed è così che ho deciso che i miei sorrisi non li regalo più a chiunque. Perché non voglio più rischiare di perdermi o di  non sapere cosa voglio diventare per colpa di quelle inutili maschere da indossare per compiacere gli altri.

Infine ho imparato che non bisogna aver paura. Di niente. Che la vita, ogni vita, è davvero un gioco e che ogni esperienza aiuta l’evoluzione.

L’evoluzione sì.

A volte si vince, a volte si perde ma l’abilità è imparare ad osservare, a saper vedere e capire, quello che è accaduto riuscendo a trarne l’insegnamento e a trovarne il lato positivo. Occorre imparare ad accettare tutto perché qualsiasi evento, qualsiasi cosa che ci accade, è sempre un’opportunità.

Auguro a tutti un buon 2011 felice per l’anno appena passato, felice per quello che ho imparato e sperando di poter essere utile, in futuro, a chi avrà bisogno di me. Strano a dirsi ma non ho nuovi propositi per il 2011 se non quello di proseguire tutto quello che di positivo ho iniziato in questo splendido anno e imparare, ancora imparare, da chiunque possa insegnarmi qualcosa di buono.

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